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Balconevisi

Antico borgo del contado sanminiatese fra i torrenti Egola e Chiecina.

La sua chiesa di San Pietro compare fra quelle dipendenti dalla Pieve di Corazzano già nel 1260. Da sempre sotto la giurisdizione del Comune di San Miniato, nel 1307 fu fatto insorgere dai ghibellini cacciati dalla città e nel 1313 fu occupato dai Pisani, ma entrambe le volte fu riconquistato dai sanminiatesi.

Il paese situato su una collina tufacea, si snoda lungo la via principale, fino all'imponente villa-fattoria, già appartenuta alla famiglia Strozzi, posta alla sua estremità meridionale. Alla parte opposta del paese, di un certo interesse architettonico, i ruderi di un'antica chiesa costruita interamente in cotto, con l'adiacente campanile a tre ripiani con bifore gotiche e terrazzino balaustrato.

La località è famosa per i suoi pregiati tartufi bianchi.

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Cigoli

Antico castello già "Castrum de Ceulis" presso il quale fu costruita la chiesa di Sant'Andrea a Bacoli che figura nella bolla di Celestino III del 1149. Fu lungamente conteso fra fiorentini e pisani, soprattutto nei primi anni del '300, finché non fu conquistato da Uguccione della Faggiola, allora Signore di Pisa, che vi lasciò un presidio armato.

Fu patria del celebre pittore Ludovico Cardi detto "Il Cigoli" (1559- 1613).

Nella seconda metà del secolo XIII i monaci Umiliati si stabilirono a Cigoli e nel punto più alto della collina costruirono la chiesa e il convento di S.Maria nel luogo dove era l'antica chiesa di San Michele del castello. Questa solida costruzione a tre navate con elementi ogivali, sopravvive, nonostante le moltissime trasformazioni, nell'attuale Pieve di San Giovanni Battista. La chiesa divenne pieve e parrocchia dopo il 1579, quando vi fu trasferito il fonte battesimale dell'antica Pieve di San Giovanni e San Saturnino di Fabbrica, fuori dal castello di Cigoli. I frati Umiliati furono custodi della miracolosa immagine della Vergine del Santissimo Rosario che qui si venera ed è meta di pellegrinaggi fin dal '300.

A poca distanza dall'abitato di Cigoli è Villa Sonnino o di Castelvecchio, costruita nel XVI secolo su preesistente fortilizio trecentesco

 

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Corazzano

Situato sulla destra dell'Egola, lungo la strada per Montaione, è noto per l'antica pieve in cotto dedicata a San Giovanni che un tempo dava il nome alla località.

La Pieve di San Giovanni è situata su un'altura a sinistra della strada per chi viene da San Miniato, a qualche centinaio di metri dall'abitato. Già edificata nel'VIII -IX secolo in prossimità della via francigena, l'attuale edificio risale al XII secolo. Dal 1491 la Pieve fu incorporata nel capitolo della Metropolitana di Firenze e poi i suoi beni passarono sotto il patronato fiorentino.

La Pieve è a croce latina con transetto rialzata da tre gradini. Sul braccio sinistro del transetto si eleva il campanile merlato. Sulla facciata in cotto risalta una bifora in asse con il portale d'ingresso e lesene agli angoli; alcuni reperti in marmo e un frammento di epigrafe romana costituiscono ulteriori elementi decorativi.

 

 

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Ponte a Egola

Le prime notizie del ponte sulla strada pisano-fiorentina risalgono al XIV secolo. All'inizio del 1700 ancora non esistevano abitazioni in muratura lungo la strada, ma solo alcune capanne di contadini. Fin dal 1730 gli abitanti del territorio di Ponte a Egola appartenevano ai popoli di Cigoli e Stibbio.

Nel 1742 Ponte a Egola è nominata come località e sulla strada intorno al ponte vivevano una trentina di famiglie.

Molto importante per lo sviluppo del borgo fu l'azione dei Lorena; l'abolizione dei dazi e la sistemazione della rete viaria consentirono l'incremento della popolazione e l'aumento dei traffici.

Alla fine del '700 il borgo poteva contare su circa 300 abitanti.

Nella seconda metà del XIX secolo, con l'istituzione della parrocchia e la costruzione della Chiesa del Sacro Cuore, Ponte a Egola acquistò una propria autonomia staccandosi definitivamente da Cigoli e Stibbio.

Il villaggio in questo periodo era formato da due nuclei di case: uno, il Ponte a Egola, vero e proprio intorno al ponte, l'altro a ridosso delle colline di San Romano, chiamato "Marinellato" perché anticamente abitato dalla famiglia Marinelli.

Intorno alla metà del secolo comincia a diffondersi l'attività conciaria.

Con il boom economico degli anni '60, Ponte a Egola conosce uno sviluppo straordinario assumendo le caratteristiche di un importante centro industriale.

 

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San Miniato Basso

Popoloso centro nella zona pianeggiante alla confluenza della strada statale tosco-romagnola e la strada che da San Miniato conduce a Fucecchio.

Il paese fu ufficialmente chiamato San Miniato Basso nel 1924, allorché il Municipio sanminiatese volle riunire sotto questo nome i tre popoli di Pinocchio, Casenuove e Ontraino.

In particolare la chiesa di S.Stefano a Lontraino esisteva già nel secolo XIII in una zona prossima all'Arno ed è ricordata per essere stata profanata nel 1244 da eretici patarini. Molto importante per gli abitanti dell'odierna San Miniato Basso, fu la fine del secolo XIV: nel 1738 fu tracciata la strada da San Miniato Basso per Fucecchio, con la costruzione dei ponti del Pidocchio (oggi volgarizzato in Pinocchio) e di Ribecco; pochi anni dopo sul crocevia fra la strada pisana e la nuova strada per Fucecchio fu costruita la storica osteria della Bilancia, avente per insegna l'arcangelo Michele.

La chiesa del Pinocchio, dedicata a Santo Stefano e San Martino fu costruita sulla strada pisana nel 1780, dopo la soppressione delle antiche parrocchie di Santo Stefano all'Ontraino e San Martino in Faognana.

 

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Stibbio

L'antico borgo di Stibbio per tutto il secolo XII fu feudo pisano, fu tolto a San Miniato nel 1314 dal Signore di Pisa e Lucca, Uguccione della Faggiola, che però dovette restituirlo nel 1329, a seguito della pace di Montopoli.

Dal XV secolo, in seguito ad un forte calo demografico, iniziò la decadenza e nel 1744, a seguito delle riforme leopoldine, entrò a far parte della nuova comunità di San Miniato. Nel 1839 parte del suo territorio venne trasferito nella giurisdizione di Montopoli.

 

 

 

 

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La Catena

E' una località ai piedi del colle di Cigoli, sulla statale tosco-romagnola e prende il suo nome da una catena che controllava il traffico delle merci tra Firenze e Pisa, per la riscossione della gabella da parte del libero comune di San Miniato e poi della repubblica fiorentina.

Nei pressi sorse la famosa badia camaldolese di Santa Gonda (secolo XII) e la chiesa di Sant'Andrea a Bacoli, dove, secondo la leggenda, i dignitari sanminiatesi ricevettero San Francesco per condurlo nella loro città.

 

 

 

 

 

 

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Isola

E' un antico agglomerato situato sulla confluenza dell'Elsa con l'Egola. Deve il suo nome ad un isola fluviale esistente prima del 1000.

 

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La Scala

E' una località in espansione situata sulla tosco-romagnola e deve il suo nome all'ospedale di Santa Maria della Scala di Siena, da cui dipendeva quello di San Miniato, che qui aveva istituito una stazione di ricovero e un'osteria nelle vicinanze della via francigena.

Nei pressi sorge l'antica chiesa di san Pietro alle Fonti, già citata nella bolla di Celestino III del 1194

 

 

 

 

 

 

La Serra

E' un borgo agricolo situato in pianura su un importante quadrivio, sulla riva sinistra dell'Egola. Sulle colline nelle vicinanze della frazione sorgono i borghi medievali di Bucciano e Montebicchieri.

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Ponte a Elsa

E' un importante centro sulla statale tosco-romagnola, al confine tra la provincia di Pisa e di Firenze, per cui appartiene solo in parte al territorio del comune di San Miniato. Sorge nel luogo in cui già nel XIII secolo fu costruito il ponte sull'Elsa che dà il nome all'abitato.

 

 

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San Donato

E' un moderno centro industriale, sulla riva sinistra dell'Arno, di fronte a Santa Croce.

Negli ultimi decenni ha conosciuto un notevole sviluppo, legato alla crescente industrializzazione del vicino centro conciario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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San Romano

E' un importante centro sulla tosco-romagnola appart3enente al Comune di San Miniato solo nella parte orientale (l'altra è del comune di Montopoli Valdarno).

La parte alta è comunemente chiamata Casotti, quella bassa, lungo la ferrovia a sinistra dell'Arno, è invece chiamata "le buche" forse per ricordare la sua configurazione geografica

 

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Roffia

E' una località lungo la riva sinistra dell'Arno ed ha un'origine molto antica, essendo già citata in un documento del 991. La sua chiesa parrocchiale di San Michele appartenne alla Pieve di San Genesio. Dal borgo prese il nome un importante famiglia sanminiatese.

Nei pressi della località è situato un lago formatosi nei secoli XIV-XV per le piene dell'Arno. Per il lago, oggetto di escavazioni di materiali inerti, è stato individuato un piano di recupero, per la formazione di un parco fluviale comprendente un bacino utilizzato per gare di canoa e canottaggio ed una zona di verde attrezzato per il tempo libero

 

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Montebicchieri

Non è una frazione del Comune di San Miniato, ma un vecchio borgo, oramai disabitato del Comune di San Miniato.

L'origine del castello di Montebicchieri risale al 1200, quando alcuni superstiti del vicino castello di Vetrignano vi si stabilirono erigendo nuove fortificazioni e una chiesa dedicata a Santa Lucia eretta a parrocchia nel 1204.Dopo un breve periodo in cui Montebicchieri fu sotto la famiglia della Gherardesca, dai primi decenni del '200 cadde sotto l'autorità di San Miniato che ne fece un baluardo difensivo sul versante pisano.

la funzione di fortilizio era dovuta soprattutto al fatto che il castello era veramente inaccessibile, soprattutto sul lato propsiciente la Valdegola, grazie al terreno scosceso e alla doppia cinta di mura, di cui quella interna circondava un pianoro nel quale si erigevano sei torri.

Terminata la funzione di fortilizio il castello fu ridotto a villa gentilizia nel 1675 da Braccio di Andrea campagni. Nel 1744 il borgo di Montebicchieri entrò a far parte della comunità di San Miniato.

Oggi è formato da alcune case disabitate, dalla villa castello e dalla chiesa di Santa Lucia.

 

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Bucciano

Bucciano, anch'esso antico borgo sanminiatese, è situato su una collina tra i torrenti Egola e Chiecina e conserva l'antico aspetto medievale. L'antica chiesa è oggi in abbandono e alla fine del XiX secolo la parrocchia fu trasferita nelle duecentesca chiesa di San Regolo posta in posizione sottostante a poche decine di metri dall'abitato.
All'interno delal chiesa, sulla parete di fondo del presbiterio, è conservato un dipinto raffigurante il Martirio di san regolo, del pittore fiorentino Nicolò Betti.

 

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