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Rischio incendio e norme di comportamento per abbruciamenti di residui vegetali

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abbruciamenti residui vegetaliCon l’entrata in vigore del nuovo Regolamento comunale di Polizia Rurale, ai sensi del D.P.G.R. 8 agosto 2003, n. 48/R e del D.lgs.152/2006, è consentito l’abbruciamento di residui ligno cellulosici provenienti da tagli boschivi, interventi colturali, interventi fitosanitari, potatura, ripulitura, ai fini del loro reimpiego nel ciclo colturale di provenienza.
L’abbruciamento deve essere effettuato entro i 250 metri dal luogo di produzione.

L’abbruciamento deve essere effettuato in piccoli cumuli non superiori a 3 metri steri per ettaro al giorno. Lo stero è un’unità di misura di volume usata per il legno ed equivale a un metro cubo vuoto per pieno, vale a dire volume incluso i vuoti.
Il mancato rispetto di ciascuno dei suddetti parametri (grossi cumuli, quantità superiori a 3 mt. steri per ettaro, abbruciamento effettuato non in loco) configura attività non autorizzata di gestione dei rifiuti e non più normale pratica agricola consentita e viene sanzionato mediante denuncia all’Autorità Giudiziaria ai sensi dell’articolo 256 del testo unico in materia ambientale (D.lgs.152/2006).


PERIODO A RISCHIO DI INCENDIO

Il periodo a rischio di incendio va, di norma, dal 1 luglio al 31 agosto.
Nel 2017 il presidente della Regione Toscana ha modificato il periodo di divieto assoluto di abbruciamenti dal 10 giugno al 15 settembre 2017 nella provincia di Pisa; inoltre è stato dichiarato lo stato di emergenza regionale per la crisi idrica su tutto il territorio con Decreto n. 78 del 16.06.2017 .

Tutti gli abbruciamenti, in bosco e fuori dal bosco, devono essere sempre eseguiti in assenza di vento (quando la colonna di fumo sale verticalmente) e con le opportune precauzioni:

  • limitare il materiale da bruciare in piccoli cumuli;
  • utilizzare spazi ripuliti;
  • operare in presenza di un adeguato numero di persone e mai da soli;
  • osservare la sorveglianza della zona fino al completo spegnimento dell’abbruciamento.


BUONE NORME PER OPERATORI AGRICOLI PER LA PREVENZIONE DI INCENDI

  • Prestare particolare attenzione all’utilizzo di macchinari e attrezzi agricoli con organi rotanti che, al contatto con il terreno, possono produrre fiamme libere o scintille. L’impiego di queste macchine operatrici (quali ad esempio le mietitrebbia o le trincia) deve essere limitato al massimo nelle ore e nelle giornate più calde ed evitato del tutto in presenza di vento.
  • Al fine di interrompere o rallentare la propagazione del fuoco, è buona norma realizzare preventivamente o, in caso di necessità anche durante un incendio, idonee interruzioni perimetrali dei campi, attraverso fasce di terreno lavorato larghe almeno un metro. Questo tipo di attività di prevenzione risulta indispensabile per le superfici agricole di grandi dimensioni o nei casi di prossimità ad abitazioni, stalle, discariche o realtà boschive a particolare rischio di innesco che l’agricoltore sa valutare anche per la conoscenza storica del territorio. La lavorazione deve essere realizzata in profondità attraverso l’aratura, perché con la sola fresatura potrebbe rimanere mischiata alla terra vegetazione sufficiente a fornire combustibile all’incendio.
  • Quando si lavora con i macchinari e gli attrezzi agricoli soggetti a surriscaldamento, assumere come comportamento abituale quello di dotarsi di estintori portatili, che risultano preziosi nel primo intervento in caso di innesco del fuoco.

Le buone norme sopra descritte servono a scongiurare il danno ambientale e alle infrastrutture, ma sono allo stesso tempo regole di comportamento preziose per la protezione individuale degli operatori e per la tutela del reddito agricolo.

 

numeri incendi

 

Scarica qui la icon brochure sulle norme di prevenzione incendi

 

 


Per ulteriori informazioni

Regione Toscana - Servizio antincendio

Comune di San Miniato - Servizio di Protezione Civile
Tel. 0571.406550 - Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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