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Tuttavia nell'antichità classica la pergamena veniva considerata un materiale barbaro e rare volte Greci e Romani la utilizzarono, condizionandola peraltro in rotoli così come abitualmente si faceva per il papiro. Sconfitta l'iniziale diffidenza essa diventò, come abbiamo detto, il supporto predominante dal IV al XIII sccolo, specialmente in Italia, dove fu sostituita dalla carta con una certa qual difficoltà. Da quest'epoca si cominciò anche a condizionarla secondo metodi assolutamente diversi e se ne ottennero libretti di varie dimensioni . Tale fu la dignità che la pergamena assunse, che il valore attribuitogli fin dal Mcdiocvo di supporto prezioso, duraturo e solenne è giunto fino a noi e ancora ai nostri giorni è utilizzata per atti ufficiali e diplomi. La pergamena divenne anche, negli anni immediatamente successivi all'invenzione dclla stampa, supporto tipografico per edizioni di lusso, come fu per la prima opera a stampa, la Bibbia di Gutenberg, Per la quale, si racconta, furono immolate trecento pecore che fornirono la materia prima. Prodotta utilizzando pelli di animali di piccola e media grandezza - pecore, capre e vitelli - venne chiamata anche, con termine esplicito, cartapecora. Tuttavia la pergamena più pregiata si ricavava dalle pelli di agnelli neonati e fu detta vellum, virginea, carta non nata. Le migliori pergamene venivano fabbricate in Italia e Spagna e la loro caratteristica era di essere particolarmente, fini, lisce e bianchissime. Il procedimento, dopo che ovviamente la pelle è stata asportata all'animale, inizia con una pulitura con la calce e con la rimozione del pelo grazie a speciali coltelli non affilati. Così ripulita la pelle viene tesa e raschiata per rimuovere il grasso e successivamente viene immersa nella calce per circa un mese. I peli e la carne residua vengono asportati con una lama tagliente prima che la pelle venga di nuovo tesa per essere lasciata asciugare. Si passa infine alla levigatura con pietra pomice e ad operazioni di sbiancamento. Così predisposta ad accogliere la scrittura la pelle viene tagliata nelle dimensioni volute per ottenere il vero e proprio foglio. Spesso i fogli venivano spalmati con olio per favorirne la morbidezza e la buona conservazione. Dopo la lavorazione, anche la più accurata, si continuano tuttavia a riconoscere sul foglio di pergamena, un lato pelo - sul quale si individuano facilmente i follicoli piliferi - contrapposto al lato carne, molto più bianco e liscio(1). La pergamena veniva conservata piegata o più spesso arrotolata per analogia con i fogli di papiro; di pergamena si confezionavano anche libri in tutto simili a quelli moderni. I Romani, abituati all'uso del papiro, tingevano la pergamena di rosso o di giallo utilizzandola per testi solenni; lo stesso si faceva nel Medioevo per libri particolarmente importanti sui quali la scrittura veniva tracciata con inchiostro d'oro. Lo strumento scrittorio per eccellenza utilizzato sulla pergamena fu il calamo, sostituito poi dalla penna di volatile; i fogli venivano preparati alla scrittura con rigatura a secco realizzata con punte di metallo, oppure con punte di piombo e infine con inchiostro. Spesso la pergamena, supporto costoso ma consistente e resistente, veniva riutilizzata dopo che già era stata scritta: il testo veniva asportato con un raschietto o cancellato con un immersione nel latte seguita dallo strofinamento con una spugna, infine il foglio veniva cosparso di farina e lisciato con pietra pomice. Sul foglio ripulito si scriveva un nuovo testo ottenendo così un palinsesto: la scrittura sottostante è quasi sempre leggibile utilizzando una lampada di Wood a raggi ultravioletti. La pergamena fu utilizzata per scrivere singoli documenti, anche di valore e contenuto solenne frutto dell'attività di cancellerie pontificie o imperiali, ma anche libri, di cui oggi abbiamo numerosissime testimonianze contenenti opere degli autori antichi. (1) Questo ha portato all'elaborazione di una regola o di una tecnica di confezionamento dei libri di pergamena detta teoria di Gregory, secondo la quale il lato carne deve sempre essere affacciato al lato carne e viceversa il lato pelo si affianca sempre ad un altro foglio dal lato del pelo, così che non risulti il contrasto tra le due parti del foglio di pergamena. |
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