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La Via Angelica

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La Via Angelica è uno dei luoghi più antichi e suggestivi di San Miniato. Si tratta di un antico sentiero che corre lungo la parete destra della chiesa dei Santi Iacopo e Lucia, un tempo utilizzato dai contadini che dalla campagna volevano raggiungere il centro della città. Lungo questo antico passaggio si aprono tre ambienti sottostanti la chiesa, ricchi di decorazioni ad affresco riferibili a un periodo compreso tra XIV e XVIII secolo.

angelica santurbanoImmettendoci nel sentiero dal lato che si affaccia sul centro della città, incontriamo, dopo alcuni metri, il primo ambiente, corrispondente a una crociera della cripta. La sala presenta resti di affreschi sui due pilastri laterali raffiguranti San Pietro e una Annunciazione, e un affresco sulla volta con i Quattro Evangelisti attribuito recentemente a Jacopo di Cione, pittore attivo a San Miniato nel XIV secolo.

Uscendo da questo primo spazio e scendendo ancora lungo il sentiero incontriamo il secondo ambiente, l’Oratorio di Sant’Urbano, dove anticamente si riunivano gli affiliati della compagnia di Sant’Urbano, altrimenti detta della frusta. L’importanza di questo ambiente è testimoniata dalla ricchezza delle decorazioni che rivestono le pareti e le volte a crociera, frutto di interventi pittorici eseguiti in periodi diversi.

Nella vele della volta a crociera della prima campata troviamo quattro Allegorie della Venuta di Cristo che illustrano episodi tratti dalla Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine; nella volta della seconda campata sono dipinti quattro Santi Domenicani, San Pietro Martire, San Domenico, San Tommaso d’Aquino e il Beato Ambrogio Sansedoni da Siena; infine, nella terza troviamo rappresentati altri Santi Domenicani tra i quali è riconoscibile solo Sant’Urbano.santurbano2

Lungo le pareti laterali si dispiega un ciclo settecentesco con la Via Crucis, al di sotto del quale, nel corso dell’ultimo restauro, è stato scoperta l’originaria decorazione trecentesca che mostra frammenti di un Giudizio universale nella campata mediana e la figura di Sant’Urbano nell’atto di reggere l’immagine dei SS. Cosma e Damiano - rara testimonianza iconografica che ricorda la traslazione delle teste dal sancta sanctorum a San Giovanni in Laterano - nella prima campata. Nelle lunette del registro superiore è stata mantenuta la decorazione settecentesca eseguita pochi decenni dopo il ciclo della Via Crucis.

 

Uscendo dall’Oratorio e scendendo ancora troviamo il terzo ed ultimo ambiente, la cappella di San Pietro Martire, purtroppo oggetto, nel corso dei secoli, di modifiche che hanno portato alla scomparsa di gran parte della decorazione originaria che doveva rivestire l’intero ambiente: rimangono porzioni di un ciclo di affreschi a monocromo con scene della Passione di Cristo, databili al XIV secolo. Su un pilastro a sinistra rimane un frammento della decorazione parietale che mostra l’immagine di San Domenico, inserito in un’edicola gotica, attribuito al Maestro del trasporto di san Jacopo, autore di un affresco nella confraternita della chiesa dei SS. Jacopo e Lucia. Sulle vele della volta a crociera sono rappresentate le figure a mezzo busto dei Quattro Evangelisti, la cui esecuzione risale, tuttavia, ad un’epoca successiva.

 

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