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Avviate le operazioni di demolizione della Palazzina di Roffia

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Gabbanini e Fattori: “Intervento iniziato nel rispetto dei tempi previsti”

E’ iniziata questa mattina e proseguirà per alcuni giorni l’operazione di demolizione della Palazzina di Roffia. La struttura in cemento armato, costruita all’inizio degli anni ’90 lungo l’argine sud-est dell’invaso, verrà scomposta pezzo per pezzo, in modo da consentire il corretto smaltimento dei vari materiali.
“Come avevamo annunciato, sono partite in perfetto tempismo le operazioni di demolizione della Palazzina di Roffia – spiegano il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini e l’assessore ai lavori pubblici Marzia Fattori -. Questo fabbricato è soggetto ad un deterioramento delle strutture portanti e sottoposto a degrado, pertanto ci è sembrato giusto intervenire. Il primo lotto di interventi (del costo di circa 40mila euro), riguarda lo smantellamento completo della struttura; a seguire è previsto un secondo lotto di lavori, dopo l’estate, che prevede invece lo spostamento a quota di sicurezza delle strutture di ricovero delle imbarcazioni utilizzate dalla società di canottaggio, interessate da allagamenti ogni volta che la cassa viene messa in funzione”.

Iniziata a costruire negli anni Novanta e quasi completata, fu bloccata dal fallimento della società barese vincitrice dell'appalto: l’investimento (poco meno di 1 miliardo di lire) fu messo a disposizione dal Coni, con finanziamenti legati ai mondiali di Italia '90 (anno 1989). A complicare la situazione fu la successiva inondazione delle acque dell'Arno, che spinse la Provincia di Pisa a bloccare il progetto della Cittadella ordinando la proprietà dell’area (Draga Borgioli) di realizzazione l'argine a protezione delle abitazioni. Da qui il contenzioso che ha gettato la situazione nell’immobilismo, fino ad oggi.
“La demolizione della Palazzina è l’ultimo atto di un percorso iniziato molti anni fa – proseguono i due amministratori -. Prima di procedere all’approvazione dello smantellamento, abbiamo contattato la Regione Toscana, il Coni e la Federazione Italiana Canottaggio per sapere se erano interessati a rilevare la struttura, ma ci hanno risposto di no. Da qui è partito il nostro progetto di interventi e adesso siamo in piena fase di svolgimento; oltre ad evitare il pericolo, questo intervento ci consente anche di restituire alla società di canottaggio ricoveri per le imbarcazioni idonei e non più soggetti a rischio allagamenti”.

 

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